CEREV - Sanità Animale
Rabbia
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La rabbia è una malattia infettiva acuta, scarsamente contagiosa, con manifestazioni a carico del sistema nervoso centrale rapidamente progressive, sostenuta da un virus appartenente alla famiglia dei rabdovirus, genere Lyssavirus. Colpisce animali selvatici e domestici e si può trasmettere all‘uomo (zoonosi) e ad altri animali attraverso il contatto con saliva di animali malati e/o infetti, quindi con morsi, ferite, graffi, soluzioni di continuo della cute o contatto con mucose anche integre. Il cane, per il ciclo urbano, e la volpe, per il ciclo silvestre, sono attualmente gli animali maggiormente interessati sotto il profilo epidemiologico, tuttavia sono coinvolti come serbatoio di infezione anche altri carnivori e diverse specie di pipistrelli.
La malattia determina una encefalite con decorso clinico caratterizzato da due possibili forme: la forma furiosa e la forma paralitica, entrambe con una prima fase caratterizzata da sintomi generici e poco specifici a carico del sistema respiratorio, gastrointestinale e il sistema nervoso centrale (variazioni nel comportamento).
Data l‘elevata letalità che la caratterizza, la rabbia rappresenta una malattia a notevole impatto sociale, poiché non esiste terapia dopo la comparsa dei sintomi. .
Per l‘identificazione di un caso di rabbia, attenzione particolare deve essere posta alle turbe del comportamento, a fenomeni di aggressività da parte di animali normalmente mansueti o viceversa, e a modifiche della fonesi. Questi sintomi sono ovviamente più facilmente rilevabili da chi, come il proprietario di un animale domestico d‘affezione (cane, gatto), vive a continuo contatto con l‘animale, che quindi diventa un elemento importante per la sorveglianza e la prevenzione della malattia.
Situazione epidemiologica in Italia.
Nell‘ottobre del 2008, a distanza di quasi 13 anni dall‘ultimo caso di rabbia diagnosticato in Italia (una volpe in provincia di Trieste nel dicembre 1995), la rabbia silvestre è recentemente ricomparsa in alcuni comuni del nord-est della Regione Friuli Venezia Giulia.
Dal 17 novembre 2009 la rabbia ha interessato anche il Veneto: un cane di proprietà mantenuto in un recinto è risultato positivo alla rabbia nel comune di Lozzo di Cadore (BL). Successivamente l‘analisi di laboratorio eseguita presso l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha rilevato la positività per rabbia in quattro volpi e un tasso.
Al 3 dicembre 2009 risultano diagnosticati 56 casi di rabbia in animali, di cui 41 in Friuli Venezia Giulia e 15 in Veneto. (vedi aggiornamento)

Normativa nazionale

- Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha emanato un‘Ordinanza (OM 26/11/2009) che abroga quella precedente (OM 21/10/2009) nella quale si rende obbligatoria la vaccinazione dei cani, gatti e furetti movimentati al seguito delle persone dirette, anche temporaneamente, nei territori delle regioni interessate o a rischio di contagio (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige).
- Nota 20196 del 13/11/09 che estende l‘area soggetta alle province di Trieste, Gorizia, Pordenone e Belluno
- Nota 21043 del 24/11/09 che aggiorna sulla situazione epidemologica
- Sono sempre in vigore gli artt. 86, 87 e 90 del Regolamento di Polizia Veterinaria  (DPR n. 320/1954) per la gestione degli animali morsicatori
- La Regione Friuli Venezia Giulia ha emanato disposizioni che prevedono la vaccinazione dei cani e, a discrezione del Servizio Veterinario, di bovini, ovini, caprini e equidi che si trovano esposti al pericolo di contagio. L‘obbligo di vaccinazione si estende di conseguenza anche a tutti i cani provenienti da fuori Regione. In proposito albergatori e proprietari di pensioni sono tenuti a segnalare all‘Autorità Comunale la presenza di cani che accompagnano i loro clienti.
- La Regione Veneto con Decreto 251 del 24/11/2009 ha reso obbligatoria la vaccinazione antirabbica pre-contagio dei cani di età superiore a tre mesi nelle province di Treviso e Belluno e in numerosi comuni delle province di Vicenza e Venezia. Viene consigliata la vaccinazione antirabbica ai gatti, furetti e altri animali da compagnia appartenenti alle specie sensibili. Infine è posto divieto di circolazione dei cani in ambiente agro-silvestre, dell‘esercizio venatorio e divieto di soccorrere animali feriti o malati (ancorché selvatici) o di raccogliere carcasse animali.
Si ricorda pertanto a chi volesse recarsi con cani o altri animali (gatti, furetti, ecc.) nelle zone a rischio (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige), di effettuare la vaccinazione antirabbica (gli animali devono essere vaccinati da più di 21 giorni e da meno di 11 mesi), rivolgendosi al proprio Veterinario di fiducia e/o alla AUSL competente per territorio, ove si effettuerà anche la registrazione della vaccinazione sul passaporto dell‘animale.
Sempre nelle aree a rischio è buona norma mantenere i propri animali al guinzaglio ed evitare il contatto con animali selvatici feriti, morti o moribondi.
Link utili:
- Regione Veneto
- Situazione nazionale a cura del Centro Nazionale di Referenza per la Rabbia di Padova
- WHO Rabies Bullettin (situazione europea)
- Epicentro - Istituto Superiore di Sanità
 


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 14-DEC-09
 

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